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IO LA DOMANDA L'HO FATTA
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- Scritto da Bruno Di Pasquale
CHIARIMENTI DI UN CITTADINO CANZANESE A SEGUITO DI QUANTO DICHIARATO SU UN QUOTIDIANO
DAL VICE – SINDACO KATIA POMPETTI
06/04/2009, ore 03.32. Terremoto anche a Canzano
Cratere, o non cratere, ci si attiva per la necessaria ricostruzione
Una notte tranquilla come tante. D'un tratto, un boato e si inizia a ballare freneticamente. Ci vuole un po' per focalizzare la natura del trambusto e degli scricchiolii infiniti. Si va fuori, si cerca di capire come mai, dopo decenni, la terra si scuote e terrorizza noi poveri esseri divenuti improvvisamente piccoli piccoli e impotenti. Solo con le prime luci dell'alba ci si rende conto dei danni subiti dalle strutture abitative: crepe, lesioni, calcinacci; e panico, desolazione.
Siamo a Canzano, distanti da L'Aquila, ma mica tanto se le onde sismiche si sono accanite anche qui: detriti un po' ovunque, si allestisce una tendopoli al campo sportivo che resterà in funzione per circa tre mesi. Tecnici e competenti della zona si danno da fare per rassicurare i cittadini; si fanno appelli alla collaborazione per lo stato d'emergenza così nitidamente ineludibile. Il sindaco invia una lettera ai cittadini per invitarli a produrre domande e perizie per ottenere finanziamenti in funzione delle riparazioni. C'è molto sconcerto, da tempo infatti non si registravano scosse così violente e l'Ufficio tecnico del Comune incontra enormi difficoltà a portare avanti questo impegno gravosissimo.
In una situazione così invasiva: materiale, fisica e psicologica, andrebbe solo ringraziato chi, avendo vissuto pregresse esperienze di ricostruzione tecnica e pratica (Umbria-Marche), si è messo a disposizione; gente onesta e competente che ha lavorato spesso in situazioni atmosferiche proibitive per rispettare le scadenze previste (solo un mese); con carichi economici molto pesanti.
Canzano non è lontano dal "cratere": appena 5 km in linea d'aria, dato che le onde sismiche non curvano, da Penna S. Andrea e solo 16 da Montorio al Vomano, tanto per dire. Sono acclarati, nel nostro territorio, casi di gente che ha dovuto abbandonare la propria abitazione e ancora oggi vive e paga l'affitto in altre strutture.
Sì, io la domanda per il contributo danni da sisma l'ho fatta. Ci sono stati sopralluoghi preventivi, rilevazioni fotografiche prima, durante e a fine lavori, rendiconto finale e chiusura lavori. (Per citare le fasi principali di ciascuna pratica).
Per quanto mi riguarda, ma immagino in generale, anche perché la Legge non l'avrebbe consentito, mi preme sottolineare che per tali prestazioni non è stato richiesto ai cittadini alcun anticipo, tantomeno le marche da bollo necessarie per le perizie.
Il Comune, attivandosi per la ricostruzione, ha nominato un tecnico esterno competente, con la qualifica di ingegnere strutturista, per l'istruttoria delle pratiche e l'organizzazione dell'Ufficio terremoto; in seguito sono stati disposti approfonditi controlli sulle pratiche con ulteriori sopralluoghi diretti sul posto e raccolta di documentazione fotografica.
Successivamente, per una maggiore verifica della correttezza delle pratiche stesse, si è aggiunta la nomina di un tecnico funzionario della Regione Abruzzo.
A seguire, si è registrata una pioggia di richieste di documentazioni integrative, facendo così lievitare la mole di lavoro in maniera abnorme; a mio modestissimo parere, molto superiore a quanto previsto nell'O.P.C.M. 3778/2009 che disciplinava la ricostruzione per danni da sisma di lieve entità.
A questo punto resta solo da chiedersi, a seguito delle esternazioni riscontrate sui quotidiani della Vice Sindaco Katia Pompetti, che ci risulta abbia anche ricoperto per un certo periodo il ruolo di responsabile del servizio, quale sia il dovere di un amministratore nei confronti dei cittadini presi nella morsa dell'emergenza e di ricorrenti difficoltà. E con quale titolo e secondo quali considerazioni di "principio" si possa affermare "...Canzano non aveva bisogno di fondi destinati al terremoto per la ricostruzione delle abitazioni...ho fatto una battaglia contro le pratiche...da sempre sono stata contraria per principio alle pratiche per la ricostruzione semplicemente perché a mio avviso Canzano non ne aveva bisogno" (La Città, 14/04/2012), quando altri Amministratori di Comuni limitrofi si battevano per far rientrare il loro territorio all'interno del cosiddetto "cratere sismico".
Certamente, dopo che il Comune ha incaricato tecnici esterni di fiducia, compreso un funzionario della Regione Abruzzo, esaminando e controllando le pratiche più volte, le esternazioni della Vice Sindaco, che appaiono fuori luogo e alquanto irresponsabili, non potevano non portare "all'apertura dell'inchiesta da parte della Magistratura teramana e della Guardia di Finanza sulle presunte truffe ai danni dello Stato".
Per concludere, resta solo da complimentarsi con la nostra Vice Sindaco per il ragguardevole "contributo" che dalla questione autovelox alla ricostruzione post sisma sta offrendo alla nostra piccola Comunità.
Infine ci sembra doveroso rivolgere un sentito GRAZIE:
-a tutti i tecnici privati che hanno collaborato alla ricostruzione;
-a tutti i tecnici incaricati dal Comune che hanno lavorato all'istruttoria delle pratiche;
-alle imprese che si sono prodigate lavorando anche in serie difficoltà ed esponendosi economicamente;
-a tutti coloro che hanno messo a disposizione la loro esperienza;
-a quanti hanno offerto il proprio contributo umano nell'affrontare lo stato di emergenza; senza dimenticare la Protezione Civile.
Bruno Di Pasquale

Perchè' l'Altra Collina
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- Scritto da Bruno Di Pasquale
Nei piccoli paesi, per quieto vivere, spesso si evita di criticare chi dovrebbe invece agire per migliorare le sorti della comunità e dei territori interessati. Canzano non fa eccezione; c'è ancora una mentalità di stampo feudale: non disturbare i manovratori!
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