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La nuova piazza di Canzano

Dopo 17 anni, soli 17 anni!, si è deciso di rompere tutto e fare a Canzano una nuova piazza. Tutto bene? Mah! La vecchia (?) era in cubetti di porfido; fatta male e gestita peggio. Ma si potevano, magari, recuperare quei cubetti e riproporli in maniera più solida ed elegante.

No, perché altrimenti come si sarebbero spesi oltre 200 mila euro per progettazioni, materiali e giornate di lavoro? Il bello è che i cubetti di porfido sono scomparsi e il nuovo materiale è caduto in pezzi a pochi mesi dalla posa. Nuovo intervento per correggerne la fragilità, nuovi soldi e la speranza che le temperature non superino mai i 20-25 gradi, perché queste speciali lastre soffrono la calura, si fratturano, si spezzano.

Forse per questo si è deciso di limitare il traffico. Dimenticando che una piazza, per un paese che non dispone di ulteriori spazi di aggregazione, altro non è che una indispensabile e preziosa opportunità sociale e umana.

Suvvia, siamo tutti acculturati.

Volete che i nostri amministratori non conoscano la funzione che l'AGORA' (piazza) aveva nelle POLIS (città) greche?

Immaginate, per concludere, se ogni paese, ogni città, ogni villaggio decidessero di rifare le loro piazze dopo appena 17 anni!

Ma le foto a commento, giustificano o denunciano tale scelta, a Canzano?

       

 

Mattatoio per...POLLI?

Era stato progettato come mattatoio per tacchini, potendo vantare Canzano la primogenitura di un prodotto gastronomico, il “tacchino alla canzanese”, che travalica abbondantemente i 16 kmq del territorio.

Però dal cartello esterno nulla si evince tranne gli stampigliati di rito; ma si sa, il tempo tutto cancella.

Dalle foto a corredo si può notare che è in assoluto abbandono, aggredito da erbacce che superano il metro e mezzo e da arbusti di ailanto (nocepuzze) e di ontano.

Parafrasando un linguaggio datato, potrebbe essere chiamato “cattedrale tra i cespugli”; o forse verrà ribattezzato <mattatoio per polli> (e non vorremmo che i polli in questione fossimo noi cittadini, che paghiamo regolarmente le tasse anche per queste opere inutili e surreali e che accettiamo supinamente che si realizzino strutture destinate a morire prima di nascere; con costi, anche qui, che volano ben oltre i 200 mila euro).

In quella contrada, san Martino, c'era una scuoletta nata negli anni '50/'60 per esigenze elettorali e dalle macerie di quella costruzione è spuntata questa invenzione edilizio-commerciale (?).

Capite come la politichetta domestica perpetui i suoi ùzzoli di basso profilo!

 

 

IO LA DOMANDA L'HO FATTA

CHIARIMENTI DI UN CITTADINO CANZANESE A SEGUITO DI QUANTO DICHIARATO SU UN QUOTIDIANO
DAL VICE – SINDACO KATIA POMPETTI

06/04/2009, ore 03.32. Terremoto anche a Canzano

Cratere, o non cratere, ci si attiva per la necessaria ricostruzione

Una notte tranquilla come tante. D'un tratto, un boato e si inizia a ballare freneticamente. Ci vuole un po' per focalizzare la natura del trambusto e degli scricchiolii infiniti. Si va fuori, si cerca di capire come mai, dopo decenni, la terra si scuote e terrorizza noi poveri esseri divenuti improvvisamente piccoli piccoli e impotenti. Solo con le prime luci dell'alba ci si rende conto dei danni subiti dalle strutture abitative: crepe, lesioni, calcinacci; e panico, desolazione.
  Siamo a Canzano, distanti da L'Aquila, ma mica tanto se le onde sismiche si sono accanite anche qui: detriti un po' ovunque, si allestisce una tendopoli al campo sportivo che resterà in funzione per circa tre mesi. Tecnici e competenti della zona si danno da fare per rassicurare i cittadini; si fanno appelli alla collaborazione per lo stato d'emergenza così nitidamente ineludibile. Il sindaco invia una lettera ai cittadini per invitarli a produrre domande e perizie per ottenere finanziamenti in funzione delle riparazioni. C'è molto sconcerto, da tempo infatti non si registravano scosse così violente e l'Ufficio tecnico del Comune incontra enormi difficoltà a portare avanti questo impegno gravosissimo.
  In una situazione così invasiva: materiale, fisica e psicologica, andrebbe solo ringraziato chi, avendo vissuto pregresse esperienze di ricostruzione tecnica e pratica (Umbria-Marche), si è messo a disposizione; gente onesta e competente che ha lavorato spesso in situazioni atmosferiche proibitive per rispettare le scadenze previste (solo un mese); con carichi economici molto pesanti.
  Canzano non è lontano dal "cratere": appena 5 km in linea d'aria, dato che le onde sismiche non curvano, da Penna S. Andrea e solo 16 da Montorio al Vomano, tanto per dire. Sono acclarati, nel nostro territorio, casi di gente che ha dovuto abbandonare la propria abitazione e ancora oggi vive e paga l'affitto in altre strutture.
  Sì, io la domanda per il contributo danni da sisma l'ho fatta. Ci sono stati sopralluoghi preventivi, rilevazioni fotografiche prima, durante e a fine lavori, rendiconto finale e chiusura lavori. (Per citare le fasi principali di ciascuna pratica).
Per quanto mi riguarda, ma immagino in generale, anche perché la Legge non l'avrebbe consentito, mi preme sottolineare che per tali prestazioni non è stato richiesto ai cittadini alcun anticipo, tantomeno le marche da bollo necessarie per le perizie.
  Il Comune, attivandosi per la ricostruzione, ha nominato un tecnico esterno competente, con la qualifica di ingegnere strutturista, per l'istruttoria delle pratiche e l'organizzazione dell'Ufficio terremoto; in seguito sono stati disposti approfonditi controlli sulle pratiche con ulteriori sopralluoghi diretti sul posto e raccolta di documentazione fotografica.
Successivamente, per una maggiore verifica della correttezza delle pratiche stesse, si è aggiunta la nomina di un tecnico funzionario della Regione Abruzzo.
  A seguire, si è registrata una pioggia di richieste di documentazioni integrative, facendo così lievitare la mole di lavoro in maniera abnorme; a mio modestissimo parere, molto superiore a quanto previsto nell'O.P.C.M.  3778/2009 che disciplinava la ricostruzione per danni da sisma di lieve entità.
  A questo punto resta solo da chiedersi, a seguito delle esternazioni riscontrate sui quotidiani della Vice Sindaco Katia Pompetti, che ci risulta abbia anche ricoperto per un certo periodo il ruolo di responsabile del servizio, quale sia il dovere di un amministratore nei confronti dei cittadini presi nella morsa dell'emergenza e di ricorrenti difficoltà. E con quale titolo e secondo quali considerazioni di "principio" si possa affermare "...Canzano non aveva bisogno di fondi destinati al terremoto per la ricostruzione delle abitazioni...ho fatto una battaglia contro le pratiche...da sempre sono stata contraria per principio alle pratiche per la ricostruzione semplicemente perché a mio avviso Canzano non ne aveva bisogno" (La Città, 14/04/2012), quando altri Amministratori di Comuni limitrofi si battevano per far rientrare il loro territorio all'interno del cosiddetto "cratere sismico".
  Certamente, dopo che il Comune ha incaricato tecnici esterni di fiducia, compreso un funzionario della Regione Abruzzo, esaminando e controllando le pratiche più volte, le esternazioni della Vice Sindaco, che appaiono fuori luogo e alquanto irresponsabili, non potevano non portare "all'apertura dell'inchiesta da parte della Magistratura teramana e della Guardia di Finanza sulle presunte truffe ai danni dello Stato".
  Per concludere, resta solo da complimentarsi con la nostra Vice Sindaco per il ragguardevole "contributo" che dalla questione autovelox alla ricostruzione post sisma sta offrendo alla nostra piccola Comunità.


  Infine ci sembra doveroso rivolgere un sentito GRAZIE:
-a tutti i tecnici privati che hanno collaborato alla ricostruzione;
-a tutti i tecnici incaricati dal Comune che hanno lavorato all'istruttoria delle pratiche;
-alle imprese che si sono prodigate lavorando anche in serie difficoltà ed esponendosi economicamente;
-a tutti coloro che hanno messo a disposizione la loro esperienza;
-a quanti hanno offerto il proprio contributo umano nell'affrontare lo stato di emergenza; senza dimenticare la Protezione Civile.

Bruno Di Pasquale

 



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